La crescita dell’intelligenza artificiale, l’espansione del cloud computing e la raffinatezza dei servizi digitali globali stanno accelerando la realizzazione di infrastrutture informatiche in tutto il mondo, ma dietro la capacità di elaborare quantità crescenti di dati c’è l’esigenza concreta e imprescindibile di disporre di energia elettrica stabile e continua, che venga gestita in sicurezza.
I trasformatori per data center svolgono proprio questo ruolo essenziale all’interno dell’infrastruttura, in quanto adattano i livelli di tensione, distribuiscono l’energia alle diverse aree degli impianti e contribuiscono a rendere continuativa l’operatività dei sistemi. In altre parole, una struttura che deve funzionare senza interruzioni ha la necessità di poter contare su una qualità della trasformazione e della distribuzione elettrica che è parte integrante della prestazione complessiva.

Un mercato da 6.700 miliardi di dollari entro il 2030
Secondo McKinsey, entro il 2030 gli investimenti globali necessari per sostenere la crescente domanda di capacità di calcolo potrebbero raggiungere circa 6.700 miliardi di dollari e una parte importante di queste risorse sarà destinata ai server e alle apparecchiature informatiche, mentre un’altra parte finanzierà edifici, sistemi di raffreddamento e infrastrutture energetiche.
Le stime di JLL indicano che tra il 2026 e il 2030 potrebbero entrare in funzione quasi 100 GW di nuovi data center, con il conseguente raddoppio della capacità globale. Il settore potrebbe crescere a un tasso annuo composto del 14% fino al 2030, con la necessità di introdurre innovazioni energetiche capaci di alleviare i vincoli delle reti elettriche, mentre gli hyperscaler resteranno uno dei principali fattori di crescita attraverso una duplice strategia basata sul leasing degli spazi e sulla costruzione di infrastrutture proprie.
Secondo JLL, il settore sta vivendo un vero e proprio superciclo di investimenti infrastrutturali, che potrebbe richiedere fino a 3 trilioni di dollari entro il 2030, una cifra che permette di comprendere la portata della trasformazione in corso.
In tutto questo si inserisce lo sviluppo dell’intelligenza artificiale generativa, un sistema che richiede potenze di calcolo infinitamente superiori rispetto alle applicazioni digitali tradizionali e che sta contribuendo in modo importante a questa accelerazione. Nel 2025 l’intelligenza artificiale pesava per circa un quarto di tutti i carichi di lavoro dei data center, con l’addestramento dei modelli alla base della maggior parte della domanda, ma entro il 2030 potrebbe arrivare a coprire la metà dei carichi complessivi.
JLL prevede inoltre un cambiamento significativo a partire dal 2027, quando i carichi di inferenza, legati all’utilizzo concreto dei modelli di intelligenza artificiale, potrebbero superare quelli destinati al loro addestramento e diventare il principale motore della domanda.
Siamo quindi passati da una situazione nella quale il focus era rivolto soprattutto agli spazi nei quali installare server e apparecchiature a una nuova fase nella quale diventa centrale la possibilità di alimentare queste strutture con la potenza necessaria e con livelli di affidabilità adeguati.
I consumi energetici dei data center continuano a crescere
Secondo l’International Energy Agency, nel 2024 i data center hanno assorbito circa 415 TWh di elettricità, pari a quasi l’1,5% dei consumi elettrici mondiali, ed entro il 2030 la domanda potrebbe più che raddoppiare, fino ad arrivare a poco meno del 3% del consumo globale previsto.
Non sarà una crescita uniforme, perché i data center tendono a concentrarsi nelle aree che dispongono di connessioni digitali veloci, reti elettriche adeguate, terreni disponibili e procedure autorizzative compatibili con i tempi degli investimenti e con la legislazione dei singoli Stati.
Proprio questa concentrazione potrebbe esercitare una pressione considerevole sulle reti locali, mentre l’energia richiesta dovrà essere disponibile ventiquattro ore al giorno, perché anche una breve interruzione, una variazione di tensione o un’anomalia potrebbero compromettere la disponibilità dei servizi, danneggiare le apparecchiature e generare costi di riparazione molto elevati.

Perché servono trasformatori progettati per i data center
I trasformatori per data center sono chiamati a rispondere a condizioni operative particolarmente impegnative. Il punto di partenza è naturalmente quello di fornire la potenza richiesta, ma occorre anche assicurare continuità, stabilità, efficienza e compatibilità con l’architettura elettrica degli impianti.
Tra gli aspetti centrali c’è l’affidabilità dei componenti, perché il contenimento delle perdite, la corretta gestione termica, la resistenza alle sollecitazioni e la possibilità di inserire il trasformatore all’interno dei cosiddetti sistemi ridondanti sono oggi fondamentali. Nei data center più avanzati e raffinati, infatti, l’infrastruttura elettrica viene progettata per continuare a funzionare anche quando uno dei componenti non è disponibile.
Ecco allora che l’efficienza assume un’importanza altrettanto rilevante, perché un trasformatore destinato a lavorare in modo continuativo può incidere sui consumi complessivi dell’impianto durante l’intero ciclo di vita, mentre la riduzione delle perdite contribuisce a contenere i costi operativi e a migliorare la prestazione energetica della struttura nel suo complesso.
La progettazione su misura aggiunge ulteriore valore, perché la potenza, la tensione, le dimensioni, le modalità di raffreddamento, le caratteristiche dell’ambiente nel quale il trasformatore per data center viene installato e i requisiti di sicurezza possono cambiare sensibilmente da un progetto all’altro.
Il focus sul mercato italiano
L’Italia si sta preparando a un’espansione significativa del settore, ora che alcune Regioni hanno cominciato a legiferare sul tema dei data center e il Paese ha compreso l’importanza di queste infrastrutture. Gli investimenti potrebbero superare i 25 miliardi di euro nei prossimi cinque anni, mentre la nuova capacità potrebbe arrivare a circa 3 GW.
Il fulcro resta la Lombardia,, con l’area di Milano che concentra già il 68% della potenza nominale installata in Italia e raccoglie il 23% degli investimenti annunciati a livello europeo secondo i dati dell’Osservatorio Data Center del Politecnico di Milano.
Ci sono però nuovi poli che stanno emergendo, come Roma, Torino, Padova e soprattutto Bari. Quest’ultima città potrebbe beneficiare della propria posizione nel Mediterraneo e della presenza di collegamenti internazionali in fibra ottica attraverso i cavi sottomarini.

Power Europe accompagna l’evoluzione delle infrastrutture digitali
In questo scenario, Power Europe realizza trasformatori per data center, dove potenza, continuità operativa, efficienza e sicurezza sono requisiti imprescindibili. Ogni singolo progetto nasce dall’analisi delle caratteristiche tecniche dell’impianto e delle sue condizioni operative, con l’obiettivo di fornire soluzioni potenti, performanti e sicure, che possano sostenere infrastrutture nelle quali l’energia non può permettersi esitazioni. L’azienda vanta esperienza e la certificazione ISO 45001 assieme al rafforzamento di governance, trasparenza e controllo con il Modello 231 confermano l’impegno aziendale alla correttezza, all trasparenza e alla responsabilità.
Power Europe ha presentato le proprie competenze e le soluzioni dedicate alle infrastrutture energetiche in occasione di importanti appuntamenti internazionali, Data Center World Power 2026 e SSEC – Solar & Storage Expo & Conference.
SSEC si è svolta a Vicenza il 22 e 23 settembre 2026 ed è una fiera dedicata al fotovoltaico, ai sistemi di accumulo, all’energy management e alle tecnologie per l’integrazione tra produzione, rete e storage, mentre Data Center World Power 2026 di Dallas (USA) è uno degli eventi internazionali più importanti per il mondo dei data center.
Il futuro digitale dipenderà dalla capacità di elaborare quantità sempre maggiori di dati a una velocità crescente, ma anche dalla solidità degli impianti che andranno ad alimentare questa capacità. Server, cloud computing e intelligenza artificiale hanno bisogno di infrastrutture elettriche progettate per accompagnarne lo sviluppo nel tempo e questo è esattamente ciò che fa Power Europe.

Domande frequenti sui trasformatori per data center
Che cosa sono i trasformatori per data center?
I trasformatori per data center sono apparecchiature elettriche progettate per adattare e distribuire la tensione necessaria ad alimentare i server, i sistemi di raffreddamento, i gruppi di continuità e gli altri componenti dell’infrastruttura. Devono garantire affidabilità, efficienza e continuità operativa in strutture che lavorano ventiquattro ore al giorno.
Perché i data center hanno bisogno di trasformatori specifici?
I data center lavorano senza interruzioni e impiegano apparecchiature sensibili alla qualità dell’alimentazione. I trasformatori per data center devono quindi essere dimensionati in base alla potenza richiesta, alle condizioni ambientali, ai carichi dell’impianto e al livello di ridondanza previsto.
Quali caratteristiche deve avere un trasformatore per data center?
Un trasformatore per data center deve offrire efficienza, perdite contenute, affidabilità nel funzionamento continuo, corretta gestione termica, sicurezza e possibilità di personalizzare la soluzione in base alle esigenze specifiche del progetto.
Power Europe realizza trasformatori su misura per data center?
Sì, Power Europe progetta e realizza trasformatori destinati alle specifiche esigenze delle infrastrutture digitali, con soluzioni che tengono conto della potenza, delle prestazioni, della sicurezza, della continuità operativa e delle condizioni di installazione.

